Le bugie come false verità: cronaca del comportamento del bugiardo patologico

I motivi che ci portano a mentire possono essere i più disparati. Esistono le bugie dette a fin di bene, quelle che si dicono per non offendere il prossimo e poi esistono quelle considerate come un meccanismo di difesa.

E allora le bugie diventano lo strumento utile per nascondere la verità, in quest’ultimo caso può trattarsi di un meccanismo di difesa oppure di un momento  introspettivo della propria vita in cui non si vuole fare entrare nessuno e per questo si dicono bugie per difendere la verità nascosta.

Il punto di osservazione o meglio di analisi

Dovrebbe essere però quello di capire le ragioni latenti ovvero inconsce che portano il bugiardo a difendere ovvero custodire così gelosamente la verità.

Spesso si tratta di un modo, seppur sbagliato di gestire il giudizio degli altri, con la bugia si va infatti a destrutturare la reale immagine di se stessi, per dare spazio ad un immagine più o meno diversa perché ben voluta da tutti.

In altri termini si va a costruire un personaggio che appare completamente diverso dalla persona.

Le bugie però portano a non instaurare rapporti di amicizia sinceri, perché il bugiardo una volta scoperto viene allontanato.

La bugia è un meccanismo di difesa per nascondere una verità ostile e difficile da accettare per lo stesso bugiardo, ma spesso accade che una bugia tiri l’altra e questo con il tempo non fa altro che rafforzare le proprie insicurezze diventando spesso incapaci di affrontare la vita reale e imprigionati in un mondo illusorio.

Alle volte si arriva a credere alle proprie bugie e si diventa prigionieri di false verità, il bugiardo ormai divenuto patologico confonde la menzogna con la verità.

Ma dalle bugie patologiche si può guarire?

Per rispondere a questa domanda bisogna far riferimento ai motivi più comuni che portano a certi comportamenti. Nel bugiardo si celano spesso poca se non nulla autostima, oppure un’immagine spavalda di se stesso. In entrambi i casi si tratta di insicurezza latente.

Uscire da quello che potremmo definire il tunnel di fantasia si può anzi si deve, il primo passo è quello di riconoscere le proprie bugie a se stessi per poi farlo nei confronti degli altri per intraprendere poi un percorso di crescita personale più o meno lungo che porterà il bugiardo patrologico verso nuove consapevolezze e finalmente a dire orgogliosamente di se stesso quanto corrisponde al vero.

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