primi sintomi dell’alzheimer non sono sempre prevedibili, ma ecco alcuni accorgimenti per capirli.

Il farmaco sperimentale per questa malattia avrebbe più successo se alla base ci sarebbe una prevenzione, ovvero le persone fossero informate sui sintomi che fanno da campanello d’allarme.

A volte ci sono dei primi sintomi dell’alzheimer a cui non si da molta importanza. Ad esempio dimenticare dove si mette qualcosa non sempre può essere ricollegato. Ma se accade per due o tre mesi consecutivi allora sì che potrebbe essere un problema serio.

 

Come capire i primi sintomi dell’alzheimer?

Lo specialista adeguato è un neurologo, al quale si può parlare di alcuni sintomi nuovi come fatica a ricordare, stress o ansia.

In questo caso se si parla di una lieve forma di alzheimer dovrebbe anche lui essere bravo a capire se si tratta di una forma lieve o man mano evolverà in demenza come nella maggior parte dei casi succede, proprio grazie ai primi sintomi dell’alzheimer che si manifestano.

Ovviamente anche se parliamo di disturbi di ansia e depressione possono essere curati da questo specialista, l’importante è che si sappia distinguere bene la patologia e anche questi potrebbero comunque essere i primi sintomi di Alzheimer che potrebbero essere simili.

I primi sintomi  dell’Alzheimer più diffusi in genere corrispondono a:

  • Dimenticanze
  • la difficoltà nello svolgere le attività di tutti i giorni
  • il ritiro dalla vita sociale
  • la ricerca della solitudine
  • Irritabilità

Perché le donne sono più a rischio Alzheimer degli uomini?

In tutto il mondo le donne con demenza sono in quantità maggiore rispetto agli uomini, Almeno il 65% dei casi. . Ciò si potrebbe evitare capendo in anticipo i primi sintomi dell’alzheimer quali sono.  In particolare nei casi di Alzheimer il declino cognitivo è più veloce rispetto agli uomini.

In generale questo accade perché fino alla menopausa le donne sono protette dagli estrogeni.  Essi svolgono una funzione protettiva dei neuroni, dopodiché essi non sono più protetti e si indeboliscono. ecco perché i primi sintomi dell’Alzheimer, sono visibili dopo la menopausa.

Anche in questo caso una terapia ormonale sostitutiva fatta durante la menopausa potrebbe essere una prevenzione per i primi sintomi dell’Alzheimer, almeno nei cinque anni successivi alla definitiva mancanza del ciclo mestruale.