Vincenzo Salemme: Eduardo De Filippo mi salvò dalla fame.

Quei trucchi per sembrare più alto accanto a Eva HerzigovaIl legame con Eduardo De Filippo: un inizio insperato

Vincenzo Salemme racconta con emozione il suo primo incontro con Eduardo De Filippo, avvenuto nel 1977. L’attore ricorda ancora ogni dettaglio di quel momento a Cinecittà: l’odore di borotalco che accompagnava Eduardo, il suo passo incerto e la famosa stretta di mano «stringete piano». In quell’occasione, Eduardo gli offrì un’opportunità che avrebbe cambiato la sua vita: una battuta e un ruolo come attore. Tuttavia, Salemme rivela che non era stato colpito dal suo talento, ma dalla sua magrezza, al punto da temere che non avesse da mangiare. Così Eduardo decise di garantirgli una paga dignitosa.

Eduardo e la benedizione della scrittura

Un episodio particolare segnò profondamente Salemme: Eduardo, notando la sua bella grafia mentre catalogava dischi, gli disse: «Questo deve scrivere». Una frase che per Vincenzo fu una benedizione e un incoraggiamento a coltivare la scrittura, che sarebbe diventata una parte fondamentale della sua carriera.

La malinconia e il dolore per una figlia mai nata

Nonostante la carriera brillante, la vita personale di Salemme non è stata priva di dolori. Confessa con delicatezza il vuoto lasciato dalla perdita di una figlia, avuta con la prima moglie Valeria, prima ancora della sua nascita. «Per me, quella piccola esiste, anche se non ha mai avuto un nome», dice, rivelando di aver scritto una commedia ispirata a quel dolore. Questo evento lo ha segnato profondamente, rendendo difficile anche l’idea di avere altri figli con la sua attuale compagna, Albina, che ha già un figlio.

Il difficile cambio da Valeria ad Albina

Salemme parla apertamente del passaggio dalla sua prima moglie Valeria ad Albina, con cui è legato da oltre 20 anni. «È stato un cambio drammatico, mi è sembrato di uccidere Valeria», confessa, sottolineando però che era necessario essere onesti e non vivere con “il piede in due scarpe”. Nonostante la separazione, il legame con Valeria non è mai stato completamente spezzato.

Napoli e Roma: due città, un cuore diviso

Diviso tra Napoli e Roma, Salemme spiega il legame profondo con entrambe le città. Dal terrazzo della sua casa a Napoli, ammira la vista mozzafiato su Posillipo, un panorama che definisce come «la vera bellezza». Tuttavia, anche Roma, con la sua casa nel quartiere Prati, occupa un posto speciale nel suo cuore. «A un napoletano si chiede sempre assolutezza», commenta, sottolineando come il suo amore per Roma non tradisca le sue radici.

La versatilità di Salemme: teatro, cinema e televisione

Salemme è un artista completo, a suo agio tra teatro, cinema e televisione. Confessa, però, che la regia è la sua vera passione: «Se avessi fatto solo l’attore, avrei lasciato da tempo». Tra i suoi compagni di lavoro più cari nomina Nando Paone, Carlo Buccirosso e Antonio Casagrande, con cui ha condiviso momenti indimenticabili, come uno spettacolo a Vienna dove persino gli austriaci ridevano alle loro battute.

Vincenzo Salemme: Eva Herzigova e i trucchi sul set

Nel suo primo film da regista, L’amico del cuore, Salemme ha lavorato con Eva Herzigova. L’attrice, bellissima e altissima, rappresentò una sfida per le riprese. Per molte scene, l’attore dovette ricorrere a tavole da ponte per sembrare più alto accanto a lei. «Era un trucco necessario, ma divertente», racconta con ironia.

Il rapporto con il tempo e la malinconia

Alla soglia dei 68 anni, Salemme riflette sul tempo che passa e non nasconde una vena malinconica. «Sono a favore del suicidio assistito, perché la dignità umana è fondamentale», afferma, rivelando le sue paure legate alla sofferenza e alla solitudine nel dolore. Tuttavia, nonostante questa consapevolezza, Salemme continua a vivere con intensità e passione.

La spiritualità e il teatro come metafora di Dio

Salemme non crede in Dio in senso tradizionale, ma vede nella bellezza e nella creazione artistica un riflesso del divino. Per lui, il teatro è una rappresentazione della vita, un palcoscenico dove si crea futuro e si manifesta energia. «Il pubblico crede a ciò che vede, proprio come a un dogma», afferma, paragonando il teatro alla divinità.

Il futuro e la paura dell’ignoranza istruita

Guardando al futuro, Salemme esprime preoccupazione per quella che definisce «ignoranza istruita», una realtà in cui la conoscenza superficiale cela ciò che non si sa veramente. Cresciuto con i libri, ritiene fondamentale mantenere uno sguardo ampio sul mondo e un contatto diretto con la realtà attraverso i sensi. Per lui, il teatro resta una scuola di vita insostituibile.

Conclusione

Vincenzo Salemme è un artista che porta con sé le luci e le ombre di una vita intensa. Dal rapporto speciale con Eduardo De Filippo alla malinconia per il tempo che passa, dalla versatilità artistica al legame profondo con Napoli, la sua storia è un viaggio affascinante e umano, che continua a emozionare il pubblico su ogni palcoscenico.

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