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Sclerosi multipla, la svolta: scoperto il virus “silenzioso” che può scatenarla

Sclerosi multipla, la svolta: scoperto il virus “silenzioso” che può scatenarla

Sclerosi multipla, la svolta: scoperto il virus “silenzioso” che può scatenarla

Sclerosi multipla, la svolta: scoperto il virus “silenzioso” che può scatenarla

La ricerca scientifica compie un passo decisivo nella comprensione della sclerosi multipla, una malattia neurologica cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. Nuovi studi confermano infatti un legame sempre più solido tra il virus di Epstein-Barr, spesso privo di sintomi, e l’origine della malattia. Inoltre, emergono dati importanti su fattori che agiscono già prima della nascita, come il diabete materno in gravidanza, che può raddoppiare il rischio di sviluppare la patologia nel corso della vita.


🔬 Il virus di Epstein-Barr e la sclerosi multipla

Il virus di Epstein-Barr è uno dei virus più diffusi al mondo e, nella maggior parte dei casi, non provoca disturbi evidenti. Tuttavia, secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Cell dal team del Karolinska Institutet in Svezia, questo virus potrebbe avere un ruolo chiave nello sviluppo della sclerosi multipla.

Da tempo si sapeva che quasi tutte le persone con sclerosi multipla avevano avuto un’infezione da Epstein-Barr. Ora, però, i ricercatori sono riusciti a chiarire come questo virus possa innescare la malattia, aprendo così la strada a nuove terapie mirate.


🧠 Cellule immunitarie “ribelli”: il meccanismo che danneggia i nervi

Il cuore della scoperta riguarda alcune cellule del sistema immunitario, chiamate linfociti T. Queste cellule, in alcune persone, finiscono per confondere una proteina presente nel cervello, l’anoctamina-2, con il virus da combattere.

E quindi, invece di difendere l’organismo, attaccano il sistema nervoso centrale, causando infiammazione e danni ai nervi. Secondo la ricercatrice Olivia Thomas, che ha guidato lo studio, questi linfociti “confusi” sono molto più comuni nei pazienti con sclerosi multipla rispetto alle persone sane.

Inoltre, esperimenti condotti sui topi hanno dimostrato che queste cellule possono peggiorare i sintomi e provocare lesioni cerebrali simili a quelle osservate nella malattia umana.


🧪 Perché solo alcune persone si ammalano?

Una domanda rimasta a lungo senza risposta è perché non tutte le persone infettate dal virus di Epstein-Barr sviluppano la sclerosi multipla. Secondo gli esperti, la spiegazione potrebbe trovarsi in una combinazione di fattori genetici, ambientali e immunitari.

«La sclerosi multipla deriva da una cattiva regolazione cronica del sistema immunitario, causata da complesse interazioni tra genetica e ambiente», spiegano i ricercatori. Tuttavia, d’altra parte, nuovi dati suggeriscono che parte di questo rischio potrebbe essere determinato già prima della nascita.


👶 La vita fetale e il ruolo del diabete materno

Un altro studio, coordinato dalla Columbia University di New York e pubblicato su JAMA Neurology, ha analizzato i registri delle nascite in Norvegia tra il 1967 e il 1989. I risultati sono sorprendenti: il diabete della mamma durante la gravidanza raddoppia il rischio di sviluppare la sclerosi multipla in età adulta.

Inoltre, un peso elevato alla nascita aumenta il rischio, mentre un basso peso alla nascita sembra ridurlo. Al contrario, fattori come parto pretermine o ipertensione materna non mostrano un impatto significativo.

Secondo gli esperti, una possibile spiegazione è che l’esposizione del feto a livelli elevati di zucchero nel sangue possa causare cambiamenti duraturi nel sistema immunitario, alterandone la “programmazione” futura.


💊 Sclerosi multipla Nuove prospettive di cura e prevenzione

Queste scoperte rappresentano una vera svolta perché permettono di spostare indietro la catena delle cause della sclerosi multipla, intervenendo non solo dopo la diagnosi, ma anche prima. Perciò, in futuro, potrebbero essere sviluppate terapie mirate contro le cellule immunitarie ribelli e strategie di prevenzione legate alla salute materna.

«Comprendere il ruolo del virus di Epstein-Barr e dei fattori prenatali ci offre nuove opportunità per prevenire e trattare la sclerosi multipla», sottolineano i medici. Tuttavia, la ricerca continua, con l’obiettivo di trasformare queste scoperte in cure sempre più efficaci.

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