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Scioperi e rincari in Italia per effetto della guerra in Ucraina

Scioperi e rincari in Italia per effetto della guerra in Ucraina

Scioperi e rincari in Italia per effetto della guerra in Ucraina

Ripercussioni della guerra in Ucraina con scioperi e rincari in Italia. Previsto uno sciopero degli autotrasportatori per il 14 marzo.

La guerra in Ucraina non sta avendo tregua e dopo le ultime notizie sconfortanti delle città sotto assedio, arrivano gravi conseguenze con scioperi e rincari in Italia.

Per il 14 marzo è previsto lo sciopero degli autotrasportatori e le notizie delle ultime ore mette anche le famiglie italiane in agitazione.

Dopo il problema del Covid, ora anche la guerra in Ucraina e l’economia crolla. Le famiglie italiane hanno dovuto fare i conti con lunghi mesi di difficoltà a causa del lockdown e delle restrizioni imposte dallo Stato.

Sembra che ci si stava rialzando da una situazione di stallo e invece ora arriva quest’altro duro colpo.

Conseguenze anche in Italia della guerra in Ucraina

A causa dei problemi sui trasporti, con il prezzo del carburante arrivato ormai alle stelle, stanno iniziando a scarseggiare i prodotti sugli scaffali dei supermercati.

Molti prezzi di generi di prima necessità, come il pane e la farina, sono aumentati e la gente si domanda dove si andrà a finire di questo passo.

Molte regioni italiane sono già nel panico e le associazioni di categoria stanno organizzando assemblee. E’ previsto già uno sciopero degli autotrasportatori con data da stabilirsi, che dovrebbe durare ben 15 giorni.

Forse la notizia non è certa, ma la gente è corsa nei supermercati a fare delle scorte.

La Regione Sardegna è in agitazione, dal momento che oltre all’aumento del gasolio, è aumentato anche il presso dei trasporti marittimi e della manutenzione. In queste ore si attende un confronto con l’Assessore ai Trasporti.

Nei prossimi giorni le cose si potrebbero complicare in tutta Italia.

Intanto la Casa Bianca sta prendendo dei provvedimenti per sfavorire la Russia responsabile di questa guerra.

E’ stata esclusa, infatti dalle regole che prevedono gli scambi commerciali mondiali. Non può importare diamanti, vodka e caviale. E’ vietato inoltre l’export dei beni di lusso verso la Russia.

Ogni nazione può aumentare i dazi ai prodotti russi. Mosca è stata esclusa dalla Banca Mondiale e dal Fondo monetario internazionale e di conseguenza non potrà chiedere prestiti.

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