Paziente No vax rifiuta cure e prende a calci un infermiera all’ospedale San Camillo di Roma. Positivo al covid viene ricoverato in gravi condizioni.
Ennesimo episodio di violenza nei confronti del personale sanitario. Questa volta è stata aggredita un’infermiera all’ospedale San Camillo di Roma. L’aggressore che è un paziente No vax rifiuta le cure, e aggredisce l’infermiera.
Paziente No vax rifiuta cure e prende a calci in testa l’infermiera
L’uomo, secondo le prime indiscrezioni, era ricoverato per Covid-19 dopo l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Dopo aver rifiutato di ricevere le cure, l’uomo ha spinto a terra l’infermiera e l’ha presa a calci in testa.
In soccorso della donna sono arrivati i colleghi e il personale di sicurezza dell’ospedale che hanno evitato il peggio. L’infermiera sottoposta agli accertamenti del caso, che hanno evidenziato diverse lesioni, riscontra una prognosi di dieci giorni. L’uomo, invece, allontanato dalla sicurezza e denunciato per aggressioni e lesioni aggravate.
Secondo quanto riportato, il ministro della Salute Roberto Speranza ha sentito telefonicamente l’infermiera per esprimerle vicinanza e solidarietà.
Le violenze a medici e infermieri sono aumentate notevolmente. Infatti, in merito è intervenuto il segretario del sindacato Nursind del Lazio, Stefano Barone.
Quest’ultimo ha detto: “Gli episodi di violenza, in particolare nei pronto soccorso, sono aumentati esponenzialmente. Riceviamo segnalazioni da tutti gli ospedali. Il personale è già allo stremo, la quarta ondata della pandemia ci ha piegati.
Questi episodi sono gravissimi”. La tensione negli ospedali è tanta e molti infermieri dopo violenze fisiche e verbali subite hanno cambiato lavoro. Infatti, solo 2021 ci sono stati circa 600 licenziamenti di infermieri dagli ospedali.
In Campania, come nel Lazio, gli episodi di violenza contro medici e infermieri sono davvero tanti. La situazione è degenerata negli ultimi due anni e tende notevolmente sempre di più a peggiorare. Gli appelli dei sindacati per chiedere una maggiore sicurezza sono tantissimi.
L’operatrice sanitaria se l’è cavata con una prognosi di dieci giorni, ma la polemica non si ferma. Preoccupazione per l’episodio è stata espressa anche dall’Ordine delle professioni Infermieristiche che ora chiede maggiore sicurezza per tutti i dipendenti delle strutture ospedaliere.