⚠️ Rivoluzione autovelox: il nuovo decreto spegne centinaia di dispositivi. Sei tra gli automobilisti coinvolti?
Da domenica 12 luglio, cambia il panorama degli autovelox in Italia. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), migliaia di dispositivi potranno continuare a funzionare, mentre centinaia dovranno essere disattivati perché non in possesso dei requisiti richiesti dalla nuova normativa.
Si tratta di una svolta attesa da oltre trent’anni, destinata ad avere conseguenze sia per gli automobilisti sia per i Comuni. Tuttavia, il dibattito è tutt’altro che chiuso e gli esperti prevedono nuovi ricorsi davanti ai giudici.
Autovelox: cosa cambia da oggi con il nuovo decreto
Dalle ore 00:01 di domenica 12 luglio, circa un autovelox su quattro dovrà essere spento. Il motivo non riguarda il funzionamento tecnico dell’apparecchio, bensì la sua posizione giuridica.
Infatti, un dispositivo può rilevare correttamente la velocità di un veicolo, ma se non rispetta le nuove regole previste dal decreto, non potrà più essere utilizzato per emettere sanzioni valide.
Secondo il censimento aggiornato dal Ministero dei Trasporti al 10 luglio, in Italia risultano installati 4.060 autovelox. Di questi, circa 3.150 resteranno attivi, mentre oltre 850 dovranno essere disattivati.
Quali autovelox potranno continuare a fare multe
Il nuovo provvedimento introduce il principio dell’omologazione automatica per alcuni modelli già approvati in passato.
L’Allegato B del decreto elenca 25 modelli di autovelox considerati conformi ai requisiti tecnici richiesti. In pratica, tali apparecchi vengono considerati omologati senza la necessità di una nuova procedura.
Naturalmente, affinché possano essere utilizzati, dovranno comunque rispettare alcune condizioni fondamentali:
- corrispondere esattamente al modello approvato;
- essere regolarmente tarati;
- superare tutte le verifiche tecniche previste dalla normativa.
Matteo Salvini: “Più sicurezza e regole chiare”
Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha definito il decreto un passo importante per fare chiarezza dopo decenni di incertezza normativa.
Secondo il ministro, l’obiettivo è garantire maggiore trasparenza, assicurando che gli autovelox vengano utilizzati esclusivamente per la sicurezza stradale e non come semplice strumento per aumentare gli incassi delle amministrazioni locali. Salvini ha inoltre ribadito che il rispetto delle regole resta fondamentale per ridurre incidenti e vittime sulle strade italiane.
Gli esperti: “Il rischio dei ricorsi resta molto alto”
Non tutti, però, condividono l’ottimismo del Ministero.
Il professor Leonardo Ferrara, docente di Diritto amministrativo all’Università di Firenze, evidenzia che il nodo giuridico potrebbe non essere stato risolto definitivamente.
Secondo l’esperto, la Corte di Cassazione ha più volte distinto chiaramente il concetto di approvazione da quello di omologazione. Per questo motivo, un semplice decreto ministeriale potrebbe non essere sufficiente a superare quanto previsto dal Codice della Strada.
Di conseguenza, molti verbali potrebbero continuare a essere contestati davanti ai giudici, che potrebbero seguire l’orientamento già espresso dalla Cassazione.
Come contestare una multa e cosa succede alle vecchie sanzioni
Gli esperti spiegano che, qualora un automobilista ritenga illegittima una multa ricevuta tramite autovelox, potrà continuare a presentare ricorso.
L’unica novità riguarda la procedura: oltre al verbale, potrebbe essere necessario contestare anche il decreto ministeriale che ha consentito l’omologazione automatica del dispositivo.
Nel frattempo, le associazioni dei consumatori hanno già annunciato nuove azioni legali.
Inoltre, il decreto non ha effetti retroattivi. Questo significa che:
- le vecchie multe non vengono automaticamente annullate;
- i procedimenti giudiziari già avviati proseguiranno;
- le sanzioni già contestate continueranno a essere valutate dai giudici caso per caso.
Sicurezza stradale e autovelox: il dibattito continua
Nel frattempo, i dati sulla sicurezza stradale invitano alla riflessione. Nei primi sei mesi del 2026, le vittime della strada sono passate da 643 a 658, con un aumento del 2,3%, mentre il numero degli incidenti mortali è rimasto pressoché stabile.
Secondo gli esperti, questo dato indica che gli impatti stanno diventando sempre più violenti e che il rispetto dei limiti di velocità rimane uno degli strumenti principali per salvare vite umane.
Resta però acceso anche il dibattito sugli incassi derivanti dalle multe. C’è chi continua a parlare degli autovelox come di un “bancomat” per i Comuni. Tuttavia, secondo Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale e tra i maggiori esperti del settore, questa è una convinzione fuorviante: nelle grandi città solo una piccola parte degli introiti deriva dagli autovelox, mentre la quota più consistente proviene da ZTL, soste vietate, corsie preferenziali e varchi elettronici.
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