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Mantenere il cervello giovane e attivo: Provate con questo alimento!

Ecco quale è il migliore amico del nostro cervello

Se state cercando un metodo per mantenere il vostro cervello sano ed attivo, siete nel posto giusto. Oggi vi parliamo di uno dei migliori amici del nostro cervello, i funghi.

I funghi sono uno tra gli alleati migliori della salute ed il benessere del nostro organismo, essendo fonti di tantissime proprietà benefiche. Ma vediamo quali sono i benefici dei funghi nel dettaglio.

Funghi: Proprietà benefiche

I funghi sono uno degli alimenti base della nostra cucina mediterranea. Oltre a dare un tocco in più al sapore dei nostri piatti, sono molto importanti anche per la salute ed il benessere del nostro organismo.

Si tratta di alimenti ricchi di carboidrati e proteine, oltre che di sali minerali come Magnesio, Calcio, Ferro e Selenio. Oltre a questo, contengono anche alcune vitamine, soprattutto quello del gruppo B. Questo alimento è considerato anche un ottimo antibiotico naturale, oltre che un valido alleato del nostro sistema immunitario.

Oltre a tutte queste proprietà benefiche, i funghi potrebbero essere anche degli ottimi amici del nostro cervello. A rivelarlo è uno studio condotto dalla National University of Singapore.

Durante questa ricerca sono state analizzate più di 600 persone, tutte mediamente anziane. I risultati sono stati sorprendenti. Secondo lo studio, infatti, mangiare circa 300 grammi di funghi a settimana ridurrebbe della metà il rischio di compromissioni cognitive lievi.

Esistono tantissimi altri studi che affermano e provano che i funghi sono uno degli alimenti più importanti per il nostro cervello, avendo note proprietà anti – invecchiamento e anti – demenza.

Secondo la scienza, queste importanti proprietà derivano da una sostanza chiamata ergotioneina. L’ergotienina è una sostanza famosa per le sue proprietà anti – ossidanti, che il nostro organismo non può produrre in maniera autonoma.

Ecco dunque perchè è così importante mangiare funghi, oltre che fagioli, crusca e fegato, altrettante fonti di questa sostanza. Dalla ricerca svolta dalla National University of Singapore è risultato che tutte le persone con problemi di compromissioni cognitive lievi avevano livelli di ergotioneina più bassi degli altri.

 

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