In mancanza di terapie efficaci e di un vaccino, si stanno provando delle cure sperimentali per trattare il Coronavirus, tra cui le infusioni di plasma dei guariti per curare i contagiati. Questa terapia trasfusionale di sangue iperimmune prelevato dai pazienti guariti si è adoperata presso il San Matteo di Pavia. Qui si sono registrate le guarigioni di 12 pazienti. Visti gli esiti positivi, la sperimentazione si sta usando in vari ospedali della Lombardia.

Si deve precisare però che il protocollo di cura è già stato sperimentato in precedenza presso il Carlo Poma di Mantova. È nata così una collaborazione tra i due ospedali di Mantova e di Pavia, che hanno avviato la cura sperimentale somministrata fuori protocollo in ambito compassionevole. Infatti, la terapia con il plasma iperimmune si utilizza nei malati Covid-19 in condizioni critiche. Si è testata su pazienti, che avevano problemi respiratori gravi ma non gravissimi. Al momento la mortalità di tale protocollo è fino ad ora zero.

Per contrastare il Covid-19 si è ottenuta così una valida risposta dalle infusioni dal plasma dei guariti. Dove si concentrano gli anticorpi del virus. Quindi i donatori devono risultare negativi ai 2 test eseguiti a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Questi soggetti presentano nel loro sangue il virus inattivato. In pratica ogni sacca di plasma, prima di essere infusa, è sottoposta ad una fase di virus inattivata. Con cui si fa riferimento ad una tecnica che garantisce più sicurezza.

Infusioni di plasma dei guariti per curare i contagiati da Coronavirus

La terapia trasfusionale di sangue prelevato dai pazienti guariti non si usa per la prima volta. In passato, si è usata con buoni risultati nel corso delle epidemie di Sars e Mers, tra il 2012 ed il 2013.

Il protocollo usato negli ospedali di Mantova e di Pavia ha fornito gli effetti desiderati. Superando anche le aspettative che hanno accompagnato la sperimentazione. Il successo di tale terapia è stata ribadita anche dal professore Giuseppe De Donno, medico presso il presidio mantovano. Queste le sue dichiarazioni:

“Ad oggi, abbiamo 25 pazienti in arruolamento. Di questi posso dire che 12 hanno completato il percorso terapeutico e sono guariti. Alcuni devono proseguire la convalescenza a casa oppure effettuare riabilitazione ma sono clinicamente guariti”.

Inoltre, il professore De Donno ha segnalato il caso particolare di un 43enne mantovano. Che ha negativizzato il virus con le trasfusioni di sangue iperimmune. Il suo quadro clinico era critico, infatti era sottoposto a ventilazione meccanica ed ossigenazione. Grazie all’infusione di plasma in soli due giorni è migliorato tanto da essere liberato da ventilazione ed ossigenoterapia. Ad oggi mancano dati per confermare se il plasma dei convalescenti si possa ritenere una cura capace di dare una protezione duratura.

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