Dal momento che tra i contagiati, si registrano più soggetti maschi ci si interroga sui motivi, e tra i possibili fattori di rischio dei contagi ci sarebbe la relazione tra Coronavirus e tabacco. Un dato plausibile se si considera la fascia d’età delle vittime: gli over 65. In questo range, le fumatrici sono meno numerose. Si crede che la differenza di genere con cui si trasmette il Covid-19 sia dovuta anche al fumo di tabacco. Per questo le donne contraggono meno il virus e sviluppano con meno incidenza dei sintomi gravi. Inoltre i decessi nel sesso femminile sono inferiori.

Giorgio Scagliotti, direttore dell’Oncologia all’Università di Torino, che ha da poco lasciato la carica di presidente dell’International Association for the Study of Lung Cancer, ha spiegato il rapporto tra Coronavirus e tabacco. Sulla relazione tra l’uso di tabacco ed il rischio di ammalarsi di Coronavirus l’esperto afferma: “Impossibile dirlo ora. Siamo talmente impegnati a contrastare quest’epidemia negli ospedali, a cercare posti letto, a creare nuove terapie intensive, a salvare vite umane e — se riusciamo — a salvarci anche noi, che non c’è tempo per analisi statistiche approfondite in questo momento. Certo è che l’ipotesi può essere avanzata con un plausibile fondamento”.

I polmoni danneggiati possono sviluppare: cancro ai polmoni, broncopneumopatia cronica ostruttiva e malattie polmonari. Per questo Scagliotti afferma: “Che il genere maschile sia più predisposto ad ammalarsi di Coronavirus si è visto anche dalle precedenti epidemie di Sars e di Mers. Ed è certo che i polmoni dei fumatori sono più infiammati e danneggiati da tutte le sostanze nocive contenute nelle sigarette”.

Il Covid-19 provoca infiammazione dell’apparato respiratorio e può causare polmoniti severe. Quindi i polmoni dei fumatori siano più esposti all’infezione ed a complicanze. Un’ipotesi plausibile da avvalorare con prove scientifiche.

Coronavirus e tabacco: donne vs maschi

Secondo la comunità scientifica, contro il Coronavirus, le donne sono più forti esaminando i dati concreti. In base al bollettino dell’Istituto superiore di sanità del 23 marzo, solo il 42% dei casi positivi segnalati era una donna. Secondo altre indagini è emerso che i maschi muoiono tre volte di più delle donne in ogni fascia d’età. In Lombardia poi si evince che l’82% dei ricoverati in terapia intensiva per Coronavirus è rappresentato da uomini. Si tratta di informazioni che avvalorano la tesi della maggiore resistenza delle donne al virus. Per tale ragione è plausibile spiegare la differenza di genere dei contagi facendo riferimento a tre possibili ipotesi.

  • La prima chiama in causa il sistema immunitario: quello femminile è più forte come.
  • In base ad una seconda tesi si possono chiamare in causa gli ormoni delle donne con maggiore concentrazione di estrogeni. Questo assetto ormonale assicura delle più solide resistenze naturali contro agenti patogeni e malattie.
  • Una terza ipotesi può essere quella della dotazione genetica delle donne che si rivela più idonea a difenderle dal focus infettivo.

In Italia visto l’alto numero di fumatori si crede plausibile una correlazione tra Coronavirus e tabacco. Anche se l’ipotesi fumo è meno diffusa. Questa tesi trova sostegno nell’alto numero dei soggetti over 65, contagiati da Covid-19. Una generazione che consumava largamente il tabacco. Mentre negli anni ’50 in Italia il numero delle donne fumatrici era basso. Ma all’inizio degli anni ’90 il gap tra i due generi si è ridotto. Anzi le fumatrici hanno iniziato a crescere raggiungendo quasi gli uomini.

Oggi, le giovani generazioni fumano di più fumo degli adulti e la differenza tra i generi si è annullata. Addirittura le ragazze fumano più dei loro coetanei. Un dato reso noto da un rapporto dell’Iss relativo al 2019.